domenica 21 dicembre 2008

Auguri dal Gruppo Fotografico Ostra




Il Gruppo Fotografico Ostra augura a tutti gli amici ed ai lettori di questo blog un felice Natale ed un 2009 ricco di ispirazioni e, soprattutto, di desideri che si avverano.


giovedì 18 dicembre 2008

RESOCONTO DELLA SERATA PASSATA IN COMPAGNIA DI MASSIMO MAZZOLI





foto di Andrea Giuliani


Lunedì 15 dicembre presso la sede del Gruppo fotografico di Ostra, si è svolto l'incontro con Massimo Mazzoli, esperto nella lettura di portfoli, che molto gentilmente a messo a nostra disposizione il suo tempo libero e tutta la sua esperienza in questo campo. La serata si è piacevolmente svolta con la presentazione delle varie opere da parte dei membri del gruppo fotografico, che hanno avuto l'onore ed il piacere di far leggere e interpretare i propri scatti. Ghiotta occasione, che ha dato la possibilità a tutti gli interessati di poter "crescere", sottoponendo ad un' occhio esperto e professionale le immagine scattate. Interessante il confronto, che in qualche modo ha "messo a nudo" ognuno dei partecipanti, ribadendo l'intenso rapporto che esiste fra l'immagine creata e la psicologia, le emozioni e le esperienze di chi, proponendo lo scatto, vuole suscitare determinate sensazioni nello spettatore; sottolineando l'importanza che lega il "ricevente" e il "mittente", attraverso quel bellissimo messaggio che tutti chiamiamo "fotografia".

martedì 9 dicembre 2008

Incontri con l'autore: Massimo Mazzoli, 15 dicembre


Lunedì 15 dicembre alle ore 21 presso l'ex-ospedale civile (ultimo piano), il "Gruppo Fotografico di Ostra" avrà il piacere di ospitare nuovamente Massimo Mazzoli; fotografo ed esperto di lettura ed interpretazione fotografica. Durante la serata, i partecipanti avranno la possibilità di far visionare ed interpretare i propri "scatti" per una completa lettura del proprio portfolio. Chiunque sia interessato all'evento è caldamente invitato a partecipare a questo nuovo appuntamento dedicato alla fotografia.

martedì 2 dicembre 2008

Chocol'ART



In occasione della manifestazione "LE VIE DEL CIOCCOLATO" che si terrà ad Ostra nei giorni 6-7-8 Dicembre, il nostro gruppo fotografico sarà presente con una collettiva di alcuni nostri soci intitolata (e non poteva essere diversamente!) "Chocol'ART".
Invitiamo tutti gli amanti della fotografia... e del cioccolato a farci visita nella suggestiva "Sala delle Lance".

mercoledì 29 ottobre 2008

Concorso fotografico Cityper/Telethon



Anche quest'anno il nostro amico Marco Mandolini, in arte Arkitas organizza un concorso fotografico in collaborazione con l'ipermercato Cityper di Senigallia, l'intero ricavato sarà devoluto aTelethon.

Il regolamento ed il modulo di domanda è scaricabile cliccando quì.

martedì 14 ottobre 2008

Giorgio Pegoli: una vita da fotoreporter in prima linea

Articolo ed immagini gentilmente sottratti a Libero Api da Dentoalreplay

Ieri, lunedì 13 ottobre 2008, presso la sala polifunzionale del Comune di Ostra (AN), in Corso Mazzini, si è tenuta un'interessantissima serata, organizzata dal Gruppo fotografico Ostra per la serie "Incontri con l'autore 2008", con il fotoreporter di guerra senigalliese Giorgio Pegoli.
Una vita dedicata ai reportage in zone di guerra, sempre in prima linea, sempre a un passo dalle bombe e dal passaggio dei proiettili, sempre con la morte al fianco; ha mostrato i suoi numerosi e drammatici reportage che lui stesso ha scattato in ogni parte del mondo, documentando il dramma dei civili, la sofferenza e desolazione dei più deboli.


Giorgio ha illustrato alcune sue stampe ed ha proiettato un video realizzato nei vari luoghi dei suoi reportages; un filmato non facile da "digerire", che ha notevolmente impressionato per le scene crude e commoventi, un video che "rimane dentro" a lungo (mi ha fatto venire i brividi in diversi passaggi, nonostante fosse la seconda volta che lo vedevo), ed è veramente difficile rimanere impassibili di fronte alla documentazione della sofferenze di vecchi, donne e bambini sfollate dai luoghi di guerra, ai corpi martoriati ed abbandonati alle intemperie dei giovani caduti al fronte, agli occhi dei bambini "nella guerra dei grandi" con dentro stampata la morte.
Ma, come ha tenuto a specificare il fotoreporter senigalliese, le immagini viste ieri sera su carta e su video erano quelle meno forti: nel suo archivio Pegoli ha ben altre immagini decisamente più crude e drammatiche, di quelle che non sono per tutti e che non si vedranno mai né sui libri né sui giornali.

Ma nelle due ore e mezza trascorse con Giorgio Pegoli, gran parte del tempo è trascorso ascoltando le sue esperienze e parecchi aneddoti.
Il lavoro di fotoreporter di guerra non è decisamente un mestiere facile: cammini costantemente con la morte al tuo fianco e, ad una mia domanda su cosa ci sia a spingerlo a partire ogni volta nonostante abbia rischiato di non tornare a casa la volta precedente, Pegoli ha risposto che "...questo è il mio lavoro, la mia passione. Voglio andare sul posto a vedere come sono realmente le cose, voglio denunciare a tutti cosa accade in quei luoghi di guerra e fissare un'immagine che possa diventare domani un documento storico..."Nei vari aneddoti raccontati, molti dei quali davvero impressionanti per il rischio corso di lasciarci la vita (come in Kosovo quando sono stati attirati in una trappola da un gruppo di Serbi che credevano fossero giornalisti francesi e volevano ucciderli per vendicare una precedente sparatoria con i militari d'oltralpe, o in Iraq quando un attentato ai militari italiani ha fatto saltare in aria l'automezzo che apriva il convoglio, e lui era all'interno di quello in terza posizione, riprendendo poi tutte le vicende...), curioso e gustoso (ma non per lui che l'ha vissuto!) è stato sentire come, lui e un operatore insieme alla guida del posto, siano riusciti ad infiltrarsi, unici giornalisti occidentali a farlo, in un gruppo di talebani in Afghanistan e riprenderli e fotografarli per due giornate nel loro villaggio sui monti, partecipando insieme anche ad un'azione di guerra.
Bisogna sapere che i talebani non sono persone molto malleabili, se vedono qualcuno con una macchina fotografica prima sparano poi chiedono chi sia.
Eppure, delle circostanze davvero singolari e curiose, li hanno portati a chiedere (con estremo timore sulle conseguenze) il visto per l'accesso alle zone più riservate ad un capo spirituale talebano che, una volta visti i passaporti italiani, ha rivelato loro di aver trascorso cinque anni in Italia come capo di una comunità religiosa a Verona, e di essere stato ben accolto; ha quindi rilasciato loro un lasciapassare che, praticamente, recitava così: "Questi sono miei fratelli e possono andare in qualsiasi posto essi vogliano, e chi torcerà loro un capello ne risponderà con la vita!" ...e sono stati trattati da fratelli!! :-)

Ma Pegoli ha anche ammesso che ha sempre avuto molta fortuna, che ha scampato la morte parecchie volte giusto per un secondo o per aver scelto di andare dalla parte giusta nel momento giusto; e che, per chi fa il suo lavoro, è frequente svegliarsi con gli incubi nel cuore della notte pensando di trovarsi al fronte anziché nel proprio letto a casa.
Però, nonostante tutto quello che rischia chi fa il fotoreporter di guerra, questo è un mestiere che "non paga": è difficile piazzare alle riviste foto così forti, la gente non vuole vedere questa realtà ma preferisce cose frivole, belle, spensierate....La destinazione ideale per i reportages di Giorgio Pegoli sono le mostre e, soprattutto, le pubblicazioni editoriali (per ulteriori informazioni sui libri di Giorgio Pegoli vai qua e qua).Una serata davvero interessante; per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento e vedere altre immagini, Giorgio Pegoli è a Senigallia (AN), in Via Carducci, 11.

lunedì 29 settembre 2008

lunedì, 13 ottobre, per incontri con l'autore 2008: Giorgio Pegoli

Lunedì 13 ottobre il Gruppo Fotografico Ostra, avrà il piacere ed anche l'onore di ospitare il fotografo Giorgio Pegoli, che ci mostrerà i suoi numerosi e drammatici reportage che lui stesso ha scattato sempre in prima linea in ogni parte del mondo, documentando il dramma dei civili, la sofferenza e desolazione dei più deboli.

Nel 1978 conobbe il primo fronte vivendo gli ultimi momenti di guerra in Vietnam;
Un sesto senso, un presentimento lo avvisa, qualche secondo prima, che qualcosa sta succedendo; Giorgio riesce a fissare nelle foto momenti irripetibili e impercettibili, il volo di un elicottero e un bambino che scappa, una bimba fra i carri armati, un piccione che si posa; anche nei documenti più drammatici traspare un delicato senso di poesia. E il fotografo non ha dimenticato quei momenti, ricorda anche i rumori, gli odori, la paura, tutta quanto gli fa rivivere quei fatti. I luoghi dei reportage Vietnam (1978) - Germania est (1978) - Brasile (1981) – Canarie (1982) – India (1984) – Nepal (1985) – Perù (1986) – Cina (1986) – Ciad (1987) – Nicaragua (1987) – Laos (1988) – Cambogia (1988) – Salvador (1989) – Libano (1989/90) – Romania (1990) – Iraq, la Guerra del Golfo (1991) – Giordania (1991) - Palestina (1991) – Israele (1991) – Croazia (1991/92) – Russia (1992) – Bosnia (1993/96) - Ucraina(1993/94) – Russia (1994) – Albania (1995) – Polonia (1995) – Pakistan (1996) – Cecoslovacchia (1996) – Afghanistan (1996) – Albania (1997) – Kosovo (1999/ 00) - Afghanistan (2002) - Afghanistan (2003) - Kosovo (2004) - Iraq (2004)
Tutti gli appassionati di fotografia e tutti coloro che in qualche modo sono sensibili a questi argomenti, sono calorosamente invitati a partecipare.
L'appuntamento, come sempre, è presso la sala polifunzionale del Comune di Ostra in corso Mazzini alle ore 21,15.

venerdì 1 agosto 2008

Il Gruppo Fotografico Ostra ad Artisti All'opera



Visto il grande afflusso di pubblico della scorsa edizione, anche quest'anno il "Gruppo fotografico Ostra" sarà presente con nuovi ed interessanti lavori ad "Artisti all'opera", in concomitanza con la Mostra dell'Antiquariato ad Ostra dal 9 al 24 agosto.

La mostra fotografica verrà allestita in uno dei locali del Vicolo di Mezzo a pochi passi dalla bellissima Piazza dei Martiri.

Per avvicinare i più piccoli all'affascinante mondo della fotografia ci saranno inoltre delle interessanti dimostrazioni e prove pratiche di macro su camera di luce.
La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle ore 18 fino a tarda serata.

Siete tutti invitati.

Andrea Giuliani






domenica 8 giugno 2008

Senigallia in un Clic, concorso fotografico

ASSOCIAZIONE CULTURALE RIONE PORTO - SENIGALLIA

"Senigallia in un clic"

3° CONCORSO FOTOGRAFICO – 18/20 LUGLIO 2008 -

Regolamento

1) – Il Concorso Fotografico è promosso dall’Associazione Culturale Rione Porto di Senigallia. La partecipazione al concorso è completamente gratuita e prevede che il concorrente presenti n. 3 fotografie.

2) – Le opere in concorso dovranno essere inedite ed avere per tema la città di Senigallia in qualsiasi suo aspetto: monumentale, ambientale, sociale e culturale.

3) Le foto dovranno avere un formato non inferiore a cm. 18x24 e dovranno essere montate singolarmente su cartoncino delle dimensioni max di cm. 30x40.

4) - Ogni foto porterà indicati, sul retro del cartoncino: nome dell’autore, titolo dell’opera e anno di realizzazione.

5) – I concorrenti sono personalmente ed esclusivamente responsabili di quanto rappresentato nelle proprie foto. L’Organizzazione, a suo insindacabile giudizio, potrà tuttavia decidere di non ammettere al concorso quelle opere che non riterrà opportune e che pertanto potranno essere ritirate dagli autori.

6) – Le opere dovranno essere consegnate entro e non oltre la data dell’ 11.07.2008 presso la sede dell’Associazione, sita in piazzetta S. Maria del Ponte al Porto n. 1 ed aperta dal lunedì al venerdì, dalle ore 18,00 alle ore 19,00.

7) – Le foto saranno esposte in via Carducci nei giorni 18 – 19 – 20 luglio 2008, in occasione della XIV Festa del Rione Porto, durante i quali verranno esaminate dalla giuria

8) – La giuria del concorso è composta da Aristide Salvalai, Marco Mandolini, Gabriele Moroni

9) – La premiazione avrà luogo domenica 20.07.08 alle ore 19,00 in via Carducci. Ai primi tre classificati saranno assegnati i seguenti premi:
1° classificato: - trofeo
2° classificato: - targa
3° classificato: - targa
A tutti i partecipanti sarà comunque donato un oggetto ricordo della manifestazione.

Per ulteriori informazioni: www.rioneporto.it – cell. 346.2105195

mercoledì 4 giugno 2008

Rinvio incontro con Simona Guerra

Considerato che la concomitanza con la partita di calcio della Nazionale italiana avrebbe potuto non dare il giusto risalto in termini di partecipazione all'incontro con Simona Guerra di Lunedì prossimo, 9 giugno 2008, il Gruppo Fotografico Ostra ha ritenuto opportuno rinviare l'incontro ad altra data.
Ci scusiamo pertanto con tutti gli interessati e con Simona Guerra ringraziandola per la Sua gentilissima disponibilità.
Comunicheremo la futura data prima possibile, tenuto conto anche dei numerosissimi impegni di Simona Guerra.
Giuliani Andrea
Gruppo Fotografico Ostra

giovedì 29 maggio 2008

Incontri con l'autore 2008: Simona Guerra

Foto di Paolo Biagetti



Lunedì 9 giugno per "incontri con l'autore 2008", il Gruppo Fotografico Ostra ha il piacere di ricevere alle ore 21,15 presso la sala polifunzionale in Corso Mazzini ad Ostra:
Simona Guerra

che ci presenterà il suo libro:

“Parlami di lui. Voci su Mario Giacomelli”
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Mario Giacomelli ha rappresentato - e rappresenta ancora - una delle personalità più forti e prorompenti che la storia della fotografia italiana abbia prodotto dal dopoguerra a oggi. Con le sue immagini, la sua personalità, la sua poetica, egli ha saputo creare con il mezzo fotografico un linguaggio personalissimo e del tutto originale apprezzato anche nel resto del mondo. Questo fatto, da solo, senza tener conto di altre mille ragioni per cui abbia senso continuare a parlare e a studiare l’opera di questo artista marchigiano, mi ha spinta a realizzare una serie di interviste e incontri con alcuni dei più importanti fotografi, poeti, critici italiani, che lo hanno conosciuto e che mi hanno amorevolmente parlato della loro amicizia con Mario.
A: Ferdinando Scianna, Gianni Berengo Gardin, Mario de Biasi, Piergiorgio Branzi, Alfredo Camisa, Ferruccio Ferroni, Cesare Colombo, Francesco Permunian, Manfedo Manfroi e Paolo Biagetti
ho chiesto di parlare di Giacomelli, delle sue fotografie, ma anche dell’uomo, della sua personalità e di alcuni aspetti della loro comune passione.
“Parlami di lui. Voci su Mario Giacomelli”
è un libro di racconti, di ricordi; ricordi però che si intrecciano con quelli delle vicende della storia della fotografia italiana e che dunque aggiungono, alle informazioni date da chi la storia l’ha fatta - e continua a farla – nuovi “indizi” e nuovi intrecci di grande rilevanza storica.


“Parlami di lui. Voci su Mario Giacomelli”di Simona GuerraEd. Mediateca delle Marche, Ancona pagg.220




Simona Guerra, nipote di Mario Giacomelli, dal 1998 si occupa attivamente di fotografia, come studiosa e ricercatrice.

Il Gruppo Fotografico Ostra avrà il piacere e la fortuna di poter approfondire e confrontarsi con l'autrice su questa raccolta di dialoghi e interviste oltreché riflessioni e ricordi, che danno un utile contributo per una maggiore conoscenza di uno dei personaggi chiave della fotografia italiana d’autore della seconda metà del Novecento.

Link correlati:

http://www.simonaguerra.com/

Invito inoltre a leggere alcuni articoli sul suo sito, tra cui quello di Roberto Mutti del Corriere della Sera.

Tutti gli appassionati di fotografia sono invitati.

Per ordinare il libro cliccare quì.

lunedì 26 maggio 2008

IL MONDO DEGLI INSETTI

















Scatti macro eseguiti dal nostro "LEO" (Leonello Bassotti).

giovedì 15 maggio 2008

Corso di base di fotografia digitale


Ricevo e pubblico volentieri da Photoin, del gruppo fotografico "Frammenti di luce" di Jesi
Nei giorni 28-30 maggio4-6 giugno , presso i locali dellaIII circoscrizione estsi terrà un corso base di fotografia digitale.Per ulteriori informazionitel. 0731202363cel. 368433482 mail:

martedì 6 maggio 2008

Incontri con l'autore 2008: Emilio Vendramin



Sono un artigiano della fotografia.
Utilizzo quasi esclusivamente apparecchi a pellicola e la mia preferenza, quando è possibile, va al medio formato.
Colore e bianco/nero.
Li uso entrambi, ma preferisco il secondo, che sviluppo e stampo personalmente.
Cerco sempre di fotografare avendo in mente un progetto.


Ecco la autopresentazione di Emilio Vendramin che troviamo nel suo sito, un artista poliedrico ed espressivo, appassionato della fotografia e con un carattere ben definito.
Il gruppo fotografico Ostra, approfittando della sua gentilezza, avrà il piacere di ospitarlo per "incontri con l'autore 2008" Lunedì 12 maggio p.v. alle 21,15 presso la sala polifunzionale di Ostra in Corso Mazzini.
Come sempre tutti gli appassionati di fotografia sono i benvenuti.
E' un appuntamento da non perdere.
Non porterà la sua ultima serie "I graffi della pazzia: tracce umane dimenticate nell'ex manicomio di Ancona" perchè in questo momento è mostra all'HistoriaCafè di Ancona ed invitiamo tutti i lettori di andare a vederla che ne vale veramente la pena.



mercoledì 16 aprile 2008

28 aprile 2008, Incontri con l'autore: Claudio Mazzarini

Claudio Mazzarini, Jesino nasce nel 1950. A 15 anni si innamora della fotografia, passione che lo accompagna fino ai giorni nostri. Discepolo e amico del maestro Giacomelli, si distingue per la propria cifra stilistica, data dalla grande sensibilità e versatilità che ad ogni scatto traspaiono.Ha collezionato undici mostre fotografiche in varie città. Attualmente in qualità di docente tiene lezioni di fotografia in vari ambiti. Troviamo le Sue foto e recenzione anche su FOTOVIDEO del settembre 1995 " Dall'aquila reale al nudo e oltre". Mazzarini riesce a passare con estrema facilità dalla foto naturalistica a quella di ritratto. Due generi di ripresa che vivono agli antipodi l'uno dall'altro. Compie questo passaggio radicale rispettando sempre tutta l'eleganza che lo contraddistingue ed aggiungendoci inoltre anche il passaggio dal colore al bianconero che interpreta nel pieno rispetto dei canoni, solitamente riscontrabili negli specialisti. L'ottimo risultato conferma tutto ciò e ci presenta un fotografo di grande interesse ed ottimo talento.

...Cerco di interpretare il rapporto tra l'uomo e la natura....Affronto il nudo con la stessa pazienza e reverenza con cui ho fotografato l'aquila reale....Attraverso la magia di luci ed ombre, cerco di isolare, semplificare e dare enfasi alle forme con la maggiore chiarezza possibile ad indicare proporzioni ideali, a rilevare masse scultoree,accentuando la loro forza vitale e spirituale.

Claudio



Così si presenta nel suo blog Claudio Mazzarini, che il Gruppo Fotografico Ostra avrà il piacere di ospitare lunedì 28 aprile per "Incontri con l'autore 2008" alle 21,15 presso la sala polifunzionale in corso Mazzini ad Ostra.

Per informazioni contattatemi quì .

Tutti gli appassionati di fotografia sono invitati.




venerdì 11 aprile 2008

Aggiornamento Sito

Per chi fosse interessato, ho aggiornato il mio sito con una nutrita serie di foto scattate agli ultimi Mondiali di Ciclocross Professionisti svoltisi a Treviso in gennaio.

www.webalice.it/bopal66

giovedì 20 marzo 2008

Incontri con l'autore: Stefania Secondini

Dal blog di Arkitas, alias Marco Mandolini:

Riflessioni del dopo Mostra
"Incontri con l'Autore" iniziativa del Gruppo Fotografico di Ostra.Lunedì 17 marzo presso la sala polifunzionale ad Ostra si è tenuto il consueto appuntamento mensile “Incontri d’autore” organizzato dal gruppo fotografico ostrense. Ospite della serata è stata Stefania Secondini, sul tema dal titolo "Natura Narcisa", la locandina in visione presso vari blog, filtra già quali potrebbero essere le foto, ma andiamo per ordine.Le fotografie presentate raggruppavano un ventaglio piuttosto ampio di temi partendo da scatti documentaristici eseguiti durante i viaggi, con il loro particolare fascino, fatti di ricordi e di testimonianze; durante la proiezione Stefania ha intrattenuto i partecipanti spiegando e facendoci assaporare quei ricordi e quelle sensazioni che aveva avuto nel fotografarle.Sono state presentate anche foto fatte a Castelluccio di Norcia con i colori che la natura ci offre, con le sue distese di "lenzuoli colorati"; ho apprezzato quella che da uno squarcio di una staccionata si vedeva il fondo valle.Senza dimenticare quelle fatte nei concerti, nel congelare colori caldi dimenticati, (ma a che ora sei arrivata per poter prendere il posto in prima fila?), poi quelle del carnevale a Venezia, e delle macro.Fotografie interessanti.Nella moltitudine delle fotografie viste, è inevitabile fare una scelta di immagini e ricordare quelle di maggior impatto, anche perché i temi erano diversi tra loro.La proiezione delle immagini del tema principale "Natura Narcisa", sono quelle che mi hanno maggiormente colpito; quelle dove il dettaglio, lo studio e l’essenzialità dell’immagine hanno fatto trasparire una ricerca per arrivare allo scatto finale.
La serie di foto "Natura Narcisa" hanno forza e carattere, mi piace vedere quella grana che abbellisce l'immagine con quei giochi d’ombre riflesse, come ombre cinesi che cattura l'attenzione.
Finita la proiezione ho avuto una breve chiacchierata con Stefania disponibilissima al dialogo, scoprendo che si è avvicinata alla fotografia nel 1998; i primi suoi passi sono stati con macchine analogiche, per poi passare al digitale, attualmente segue dei corsi di fotografia per meglio approfondire questa sua passione.
Nel frattempo faccio i migliori auguri a Stefania.
Arkitas

mercoledì 12 marzo 2008

Incontri con l'autore 2008: Stefania Secondini

Per "incontri con l'autore 2008" il gruppo fotografico Ostra ha il piacere di ospitare Stefania Secondini, lunedì 17 marzo alle ore 21,15 (circa) presso la sala polifunzionale in Corso Mazzini, che il Comune di Ostra ci metterà a disposizione per l'occasione.
Naturalmente tutti gli avventori di questo blog e chi è appassionato di fotografia è invitato.
La foto di Stefania Secondini è tratta dalla serie "Natura Narcisa”.
Per ulteriori informazioni contattatemi quì.

mercoledì 5 marzo 2008

L’esperienza del Gruppo Misa di Massimo Renzi

Articolo prelevato da 60019.it
Il caso talvolta sa tessere trame curiose, degne di un autore di fiction.
Pare che Giuseppe Cavalli fosse solito trascorrere le sue vacanze sulle Dolomiti, e durante uno di questi lunghi viaggi in auto si fermò per pranzare a Senigallia.
Era l’estate del 1938 e in seguito a quella circostanza fortuita Senigallia divenne dapprima la sua meta di vacanza e in brevissimo tempo la sua città adottiva, dove rimase fino alla fine dei suoi giorni.
Il giovane Ferruccio Ferroni aveva già iniziato a dilettarsi di fotografia quando, nel 1948, venne notato da un rivenditore di materiale fotografico che era in contatto con Cavalli, e aveva intravisto nel suo modo di fotografare un qualcosa che avrebbe sicuramente destato l’interesse del “maestro”.
L’incontro tra Ferroni e Cavalli segnò la nascita di un sodalizio tra allievo e maestro, cementato col tempo da una profonda amicizia e stima reciproca.
Ferroni condivide e “assorbe” le teorie estetiche di Cavalli, e su queste forgia la sua cifra stilistica, tant’è che sarà lui, fra tanti allievi che inizierà alla fotografia, colui che porterà avanti più di ogni altro, anche dopo la morte del maestro, i suoi insegnamenti.
Affermare però che tra i due vi fosse solo un rapporto di emulazione, oltre che irriguardoso nei confronti di Ferroni è non rispondente al vero: se è appurato che la poetica e il linguaggio di Cavalli amano a volte sconfinare nei territori della pittura, è altrettanto vero che l’approccio all’immagine da parte di Ferroni è univocamente fotografico; non potrebbero esistere le sue immagini, formalmente e concettualmente, se non mediante l’utilizzo esclusivo del mezzo fotografico, improntato all’eccellenza tecnica in ogni sua fase, dalla scelta della pellicola e dell’obiettivo fino alla carta sensibile e alla stampa finale.
Nel “patrimonio genetico” dell’immagine di Ferroni risiedono in ugual misura i caratteri propri dell’high key italiano, volto all’astrazione lirica, e quelli della scuola del gruppo F/64, che fa della perfezione tecnica la sua espressione poetica.
Numerosi appassionati di fotografia iniziarono intanto ad avvicinarsi a Ferroni per sottoporre al suo giudizio le proprie opere nella speranza che venisse riferito di loro a Cavalli, nei confronti del quale nutrivano una sorta di timore reverenziale.
Fu così che vennero presentati, a partire dal 1950, Adriano Malfagia, Silvio Pellegrini, Bice De’Nobili, Lisa Ricasoli e Mario Giacomelli.
A questo gruppo di giovani appassionati si univano con una certa regolarità i “vecchi” componenti della “Bussola”, da sempre in contatto con Cavalli.
Senigallia era insomma diventata un crocevia della cultura fotografica e uno dei salotti più ambiti della fotoamatorialità italiana.
Il 4 dicembre 1953, stando alla documentazione dell’archivio di Mario Giacomelli, venne costituito a Senigallia il “Gruppo Fotografico Misa”, composto da Giuseppe Cavalli (presidente), Adriano Malfagia, Mario Giacomelli, Vincenzo Balocchi, Piergiorgio Branzi, Paolo Bocci, Silvio Pellegrini, Riccardo Gambelli, Ferruccio Ferroni, Giovanni Salani, ai quali si unirono successivamente Luciano Ferri, Alfredo Camisa, Giuseppe Moeder, Bruno Simoncelli, Alfredo Novaro, Pio Baldo Camisa, Francesco Giovannini, Giulio Parmiani, Bruno Bulzacchi, Guelfo Marzola, Bice De’Nobili, Lisa Ricasoli, Sandro Rota, Giorgio Cantelli.
E’ probabile che nelle intenzioni di Giuseppe Cavalli il gruppo “Misa” avrebbe dovuto svolgere, almeno inizialmente, la funzione di “laboratorio sperimentale”, dal quale poi attingere gli elementi migliori da integrare alla “Bussola”.
Certamente egli aveva avvertito la necessità di un ricambio generazionale che portasse idee nuove al gruppo milanese, apostrofato dal “caro nemico” Monti, nel 1953, di essere poco attento ai mutamenti culturali in atto e di aver per questo intrapreso la fase discendente della sua parabola.Non aveva esordito con un manifesto programmatico – come invece aveva fatto la “Bussola” nel 1947- e quindi, teoricamente, il “Misa” offriva la massima libertà di espressione ai suoi iscritti, dichiarandosi altresì aperto a tutti quanti operassero nell’ambito della fotografia dilettantistica.Nella realtà sappiamo poi che non era facile non lasciarsi avvolgere dall’indottrinamento estetico di Cavalli e dalla sua avversità a ogni forma di realismo.
Uno che ci riuscì, Mario Giacomelli, ebbe a dire parlando del maestro: “Cavalli vedeva solo da una parte e allora litigavamo sempre”.
Il “Misa” infatti, come ogni gruppo fatto di persone che elaborano delle idee, non era esente da attriti e da tensioni interne; tuttavia il rapporto di amicizia tra gli associati costituiva un coagulante più forte di qualunque divergenza ideologica.
Dirà infatti Giacomelli, riferendosi all’esperienza del Misa: “..Un gruppo libero dalle polemiche in atto tra formalismo e neorealismo in cui ognuno parlava il proprio linguaggio, con umiltà di fronte al soggetto, liberi da ideologie politiche, pensando all’ amicizia, al dialogo, al rispetto di ognuno di fronte alla realtà”.
La prima importante esposizione del Misa si svolse a Roma presso la sede dell’Associazione Fotografica Romana nel maggio 1954, a pochi mesi dalla costituzione del gruppo, e a questa seguirono numerose altre iniziative.
Tra le principali va sicuramente segnalata la “II^ Mostra nazionale di Fotografia” del 19 marzo 1955, dove il Misa si aggiudicò il primo premio “per l’evidente superiorità qualitativa delle opere”.
In quella stessa occasione Mario Giacomelli ottenne quattro riconoscimenti per altrettante fotografie presentate.
La giuria, presieduta da Paolo Monti, ebbe ad affermare: “..la presenza di quelle immagini ci convinse che un nuovo fotografo era nato”.
Ironia della sorte, il “caro acerrimo nemico” di Giuseppe Cavalli aveva consacrato il suo allievo-ribelle quale “uomo nuovo della fotografia italiana”, e di fatto gli aveva spalancato le porte di un successo che lo avrebbe di lì a poco proiettato dalla dimensione provinciale fin lì conosciuta verso i più prestigiosi riconoscimenti internazionali.La circostanza conferì probabilmente un sapore amaro a questo che comunque e indiscutibilmente rappresentò un successo anche e soprattutto per Cavalli, una sensazione che si può facilmente cogliere da alcune sue riflessioni pubblicate nel 1956 sulle pagine della rivista Ferrania, dove esprime perplessità per il sempre crescente interesse della fotografia verso il neorealismo e i temi sociali, e amarezza per le incomprensioni con alcuni giovani che “..avendo ottenuto qualche successo iniziale si sono montati la testa al punto da ritenere fieramente per nemici tutti quelli che non la pensano come loro…. Anche se sono addirittura quelli stessi che gli hanno insegnato a tenere la macchina in mano..”.
Con la prematura scomparsa di Cavalli, avvenuta nel 1961, con la sospensione dell’attività fotografica da parte di Ferroni dovuta agli impegni della sua professione di avvocato e con Giacomelli che ormai aveva intrapreso la propria strada, la storia del Misa giunse a conclusione.
Grazie al lavoro di ricerca e documentazione del Museo dell’Informazione di Senigallia questo pezzo di storia della cultura senigalliese preserva la traccia indelebile di un periodo aureo della fotografia marchigiana, che è ancora in corso con le storie del “Centro Studi Marche”, dei “Fotografi del Manifesto” e di altre realtà che saranno oggetto di futuri approfondimenti.
La definizione “Scuola Misa” forse non risulta del tutto appropriata nel suo termine letterario, mancando oggettivamente una connotazione concettuale o stilistica, ben presente invece nel caso della “Bussola”, tuttavia l’esperienza del Misa ha costituito le basi per quella che poi di fatto è diventata la “Scuola Senigalliese” della fotografia, intesa come tradizione che si perpetua ad alti livelli, in attesa della nascita di un nuovo Giacomelli.
Il caso talvolta sa tessere trame curiose, degne di un autore di fiction. Pare che Giuseppe Cavalli fosse solito trascorrere le sue vacanze sulle Dolomiti, e durante uno di questi lunghi viaggi in auto si fermò per pranzare a Senigallia. Era l’estate del 1938 e in seguito a quella circostanza fortuita Senigallia divenne dapprima la sua meta di vacanza e in brevissimo tempo la sua città adottiva, dove rimase fino alla fine dei suoi giorni.
Il giovane Ferruccio Ferroni aveva già iniziato a dilettarsi di fotografia quando, nel 1948, venne notato da un rivenditore di materiale fotografico che era in contatto con Cavalli, e aveva intravisto nel suo modo di fotografare un qualcosa che avrebbe sicuramente destato l’interesse del “maestro”.L’incontro tra Ferroni e Cavalli segnò la nascita di un sodalizio tra allievo e maestro, cementato col tempo da una profonda amicizia e stima reciproca. Ferroni condivide e “assorbe” le teorie estetiche di Cavalli, e su queste forgia la sua cifra stilistica, tant’è che sarà lui, fra tanti allievi che inizierà alla fotografia, colui che porterà avanti più di ogni altro, anche dopo la morte del maestro, i suoi insegnamenti. Affermare però che tra i due vi fosse solo un rapporto di emulazione, oltre che irriguardoso nei confronti di Ferroni è non rispondente al vero: se è appurato che la poetica e il linguaggio di Cavalli amano a volte sconfinare nei territori della pittura, è altrettanto vero che l’approccio all’immagine da parte di Ferroni è univocamente fotografico; non potrebbero esistere le sue immagini, formalmente e concettualmente, se non mediante l’utilizzo esclusivo del mezzo fotografico, improntato all’eccellenza tecnica in ogni sua fase, dalla scelta della pellicola e dell’obiettivo fino alla carta sensibile e alla stampa finale. Nel “patrimonio genetico” dell’immagine di Ferroni risiedono in ugual misura i caratteri propri dell’high key italiano, volto all’astrazione lirica, e quelli della scuola del gruppo F/64, che fa della perfezione tecnica la sua espressione poetica.
Numerosi appassionati di fotografia iniziarono intanto ad avvicinarsi a Ferroni per sottoporre al suo giudizio le proprie opere nella speranza che venisse riferito di loro a Cavalli, nei confronti del quale nutrivano una sorta di timore reverenziale. Fu così che vennero presentati, a partire dal 1950, Adriano Malfagia, Silvio Pellegrini, Bice De’Nobili, Lisa Ricasoli e Mario Giacomelli.A questo gruppo di giovani appassionati si univano con una certa regolarità i “vecchi” componenti della “Bussola”, da sempre in contatto con Cavalli. Senigallia era insomma diventata un crocevia della cultura fotografica e uno dei salotti più ambiti della fotoamatorialità italiana.Il 4 dicembre 1953, stando alla documentazione dell’archivio di Mario Giacomelli, venne costituito a Senigallia il “Gruppo Fotografico Misa”, composto da Giuseppe Cavalli (presidente), Adriano Malfagia, Mario Giacomelli, Vincenzo Balocchi, Piergiorgio Branzi, Paolo Bocci, Silvio Pellegrini, Riccardo Gambelli, Ferruccio Ferroni, Giovanni Salani, ai quali si unirono successivamente Luciano Ferri, Alfredo Camisa, Giuseppe Moeder, Bruno Simoncelli, Alfredo Novaro, Pio Baldo Camisa, Francesco Giovannini, Giulio Parmiani, Bruno Bulzacchi, Guelfo Marzola, Bice De’Nobili, Lisa Ricasoli, Sandro Rota, Giorgio Cantelli.E’ probabile che nelle intenzioni di Giuseppe Cavalli il gruppo “Misa” avrebbe dovuto svolgere, almeno inizialmente, la funzione di “laboratorio sperimentale”, dal quale poi attingere gli elementi migliori da integrare alla “Bussola”. Certamente egli aveva avvertito la necessità di un ricambio generazionale che portasse idee nuove al gruppo milanese, apostrofato dal “caro nemico” Monti, nel 1953, di essere poco attento ai mutamenti culturali in atto e di aver per questo intrapreso la fase discendente della sua parabola.Non aveva esordito con un manifesto programmatico – come invece aveva fatto la “Bussola” nel 1947- e quindi, teoricamente, il “Misa” offriva la massima libertà di espressione ai suoi iscritti, dichiarandosi altresì aperto a tutti quanti operassero nell’ambito della fotografia dilettantistica.Nella realtà sappiamo poi che non era facile non lasciarsi avvolgere dall’indottrinamento estetico di Cavalli e dalla sua avversità a ogni forma di realismo.Uno che ci riuscì, Mario Giacomelli, ebbe a dire parlando del maestro: “Cavalli vedeva solo da una parte e allora litigavamo sempre”. Il “Misa” infatti, come ogni gruppo fatto di persone che elaborano delle idee, non era esente da attriti e da tensioni interne; tuttavia il rapporto di amicizia tra gli associati costituiva un coagulante più forte di qualunque divergenza ideologica.Dirà infatti Giacomelli, riferendosi all’esperienza del Misa: “..Un gruppo libero dalle polemiche in atto tra formalismo e neorealismo in cui ognuno parlava il proprio linguaggio, con umiltà di fronte al soggetto, liberi da ideologie politiche, pensando all’ amicizia, al dialogo, al rispetto di ognuno di fronte alla realtà”.La prima importante esposizione del Misa si svolse a Roma presso la sede dell’Associazione Fotografica Romana nel maggio 1954, a pochi mesi dalla costituzione del gruppo, e a questa seguirono numerose altre iniziative. Tra le principali va sicuramente segnalata la “II^ Mostra nazionale di Fotografia” del 19 marzo 1955, dove il Misa si aggiudicò il primo premio “per l’evidente superiorità qualitativa delle opere”. In quella stessa occasione Mario Giacomelli ottenne quattro riconoscimenti per altrettante fotografie presentate. La giuria, presieduta da Paolo Monti, ebbe ad affermare: “..la presenza di quelle immagini ci convinse che un nuovo fotografo era nato”.Ironia della sorte, il “caro acerrimo nemico” di Giuseppe Cavalli aveva consacrato il suo allievo-ribelle quale “uomo nuovo della fotografia italiana”, e di fatto gli aveva spalancato le porte di un successo che lo avrebbe di lì a poco proiettato dalla dimensione provinciale fin lì conosciuta verso i più prestigiosi riconoscimenti internazionali.La circostanza conferì probabilmente un sapore amaro a questo che comunque e indiscutibilmente rappresentò un successo anche e soprattutto per Cavalli, una sensazione che si può facilmente cogliere da alcune sue riflessioni pubblicate nel 1956 sulle pagine della rivista Ferrania, dove esprime perplessità per il sempre crescente interesse della fotografia verso il neorealismo e i temi sociali, e amarezza per le incomprensioni con alcuni giovani che “..avendo ottenuto qualche successo iniziale si sono montati la testa al punto da ritenere fieramente per nemici tutti quelli che non la pensano come loro…. Anche se sono addirittura quelli stessi che gli hanno insegnato a tenere la macchina in mano..”.Con la prematura scomparsa di Cavalli, avvenuta nel 1961, con la sospensione dell’attività fotografica da parte di Ferroni dovuta agli impegni della sua professione di avvocato e con Giacomelli che ormai aveva intrapreso la propria strada, la storia del Misa giunse a conclusione.Grazie al lavoro di ricerca e documentazione del Museo dell’Informazione di Senigallia questo pezzo di storia della cultura senigalliese preserva la traccia indelebile di un periodo aureo della fotografia marchigiana, che è ancora in corso con le storie del “Centro Studi Marche”, dei “Fotografi del Manifesto” e di altre realtà che saranno oggetto di futuri approfondimenti.La definizione “Scuola Misa” forse non risulta del tutto appropriata nel suo termine letterario, mancando oggettivamente una connotazione concettuale o stilistica, ben presente invece nel caso della “Bussola”, tuttavia l’esperienza del Misa ha costituito le basi per quella che poi di fatto è diventata la “Scuola Senigalliese” della fotografia, intesa come tradizione che si perpetua ad alti livelli, in attesa della nascita di un nuovo Giacomelli.

mercoledì 20 febbraio 2008

Incontri con l'autore: Massimo Mazzoli




(foto di Luigino Priori)

Lunedì 18 febbraio il Gruppo fotografico Ostra ha avuto il piacere di ospitare Massimo Mazzoli, fotografo ed esperto di lettura ed interpretazione fotografica.
Ci ha mostrato i suoi bellissimi lavori rigorosamente su carta baritata, poi chi ha voluto poteva far interpretare i prori portfoli.
Molto interessante la simbologia, talvolta anche inconscia, che trovava sulle nostre foto, e sui messaggi che le stesse trasmettevano.
Ringraziamo Massimo per la bellissima lezione che ci ha profuso, e per il contributo che ha dato per la crescita artistica di chi ha avuto il piacere di ascoltarlo.

mercoledì 30 gennaio 2008

Vi presento Dentro l'immagine di Massimo Renzi

(Giacomelli,Carli,Cutini)
Da 60019.it del 30.01.08 di Massimo Renzi
Vedevo spesso quel signore dai lunghi capelli bianchi, quasi sempre vestito di nero, ma non sapevo ancora chi fosse. Mi dilettavo già da anni con la mia fedele “Petri” (acquistata su consiglio di un anziano fotografo quando ancora frequentavo la prima media) a fotografare tutto ciò che fosse in grado di catturare la mia attenzione, ma ero ancora nella fase in cui i colori di un tramonto e la magia della camera oscura appagavano ogni mia velleità artistica.
Cominciai poi a frequentare persone che ne sapevano più di me e scoprii che con la fotografia si poteva fare molto di più che imitare una cartolina.Caddi dalle nuvole quando mi dissero che quel signore un po’ strano era in realtà uno dei più grandi fotografi del mondo. Com’era possibile che un personaggio di tale levatura vivesse qui, nella piccola città di provincia, fedele alle sue vecchie abitudini, stesso tragitto ogni mattina dalla “bottega” (così amava definire la tipografia di cui era titolare) al solito caffè con i soliti amici? E perché le sue foto erano esposte nei musei di mezzo mondo? Non erano “belle” così come avevo concepito il “bello” fino a quel momento, né colorate, così diverse dalle “cartoline” che pur prima mi affascinavano tanto. Al contrario, mi procuravano tristezza, angoscia, inquietudine, ma mi sentivo fortemente attratto da esse, pur senza capirle o chiedermi cosa significassero.Erano gli anni della mia “militanza” nei circoli fotografici, i primi concorsi, le prime mostre. Fu in occasione di una di queste che ebbi modo di parlare di fotografia, per la prima volta, con Mario Giacomelli. E sempre in una circostanza analoga feci conoscenza con Enzo Carli e gli altri esponenti del “Centro Studi Marche”. Fu la svolta che mi permise di “capire che volevo capire”, di apprendere non tanto la tecnica (che comunque avrei potuto imparare da centinaia di libri), quanto le potenzialità espressive del linguaggio fotografico, l’uso che ne era stato fatto dai personaggi che hanno fatto la storia della fotografia e soprattutto in che misura avrei potuto adattarlo al mio modo di essere e di vedere. Poi qualche cosa la feci, e qualche mia foto gira ancora per mostre e musei.Non è mia intenzione annoiarvi con la mia storia, ma ritenevo doveroso farvi conoscere chi vi scrive e a che titolo lo fa. Nel nostro appuntamento settimanale su questa testata vi parlerò delle radici storiche della fotografia senigalliese, dei suoi personaggi passati e presenti, delle prospettive future, delle tensioni culturali che hanno attraversato il novecento fotografico e delle loro ripercussioni sulla nostra realtà locale, cercheremo di capire perché più volte si è sentito parlare di una “scuola senigalliese” o di “città della fotografia”. Non mancherò di trattare le questioni attuali, i personaggi emergenti e ogni cosa vorrete suggerirmi con i vostri interventi. Con una sola raccomandazione: non chiedetemi quale sia la fotocamera migliore, se il “raw” sia meglio del “tiff” o se la carta baritata sia ancora in produzione. Troverete in edicola risposte più autorevoli ed esaurienti delle mie.L’appuntamento è quindi tra sette giorni, e inizieremo… dall’inizio, vale a dire con “Le origini della fotografia senigalliese”, e da lì svilupperemo un percorso non necessariamente cronologico, arricchito delle tematiche che voi lettori vorrete segnalare.Massimo Renzi

martedì 22 gennaio 2008

Lorenzo Cicconi Massi a "Incontri con l'autore 2008"



da Dentro al replay di Libero Api che ringrazio.

Un nutrito e curioso gruppo di appassionati di fotografia si è ritrovato ieri sera, lunedì 21 gennaio 2008, presso la sala polifunzionale del Comune di Ostra, per incontrare il fotografo e regista Lorenzo Cicconi Massi.
La serata, organizzata dal "Gruppo Fotografico Ostra" per la serie "Incontri con l'autore 2008", è stata l'occasione per conoscere in maniera più approfondita l'opera e le esperienze del giovane fotografo senigalliese che dal 2000 è nell'Agenzia Contrasto e che, grazie al suo reportage nelle scuole per giovani calciatori a Pechino, ha ottenuto nel 2007 il terzo premio nella sezione "sport feautures singles" al World Press Photo.Lorenzo ha parlato della sua evoluzione artistica, dalle prime esperienze con gli amici e una videocamera amatoriale per la realizzazione di corti cinematografici fino all'esperienza con il "vero" cinema e la realizzazione del lungometraggio "Prova a volare" (distribuito nel 2006 e che ha come interpreti Riccardo Scamarcio, Alessandra Mastronardi, Ennio Fantastichini e Antonio Catania) girato in gran parte nelle campagne dell'entroterra marchigiano; del suo stetto rapporto, appunto, con la campagna marchigiana, luogo di "rifugio" e fonte di ispirazione per quasi ogni suo lavoro fotografico.Non poteva naturalmente mancare l'accenno al rapporto con il grande Mario Giacomelli, dal quale fu in gran parte ispirato nel suo approccio con il mondo della fotografia.La piacevole serata è stata arricchita dalla proiezione di fotografie e dalla visione di alcune stampe in grande formato, illustrate e commentate da Lorenzo con eneddoti o curiosità sulla realizzazione delle stesse sia al momento dello scatto che in fase di stampa in camera oscura, per poi proseguire con le domande dell'attento pubblico.In chiusura, consiglio la visione dell'interessante portfolio di Lorenzo Cicconi Massi, visibile sul suo sito, http://www.lorenzocicconimassi.it/: ne vale la pena!

Libero Api


lunedì 14 gennaio 2008

Incontri con l'autore: Lorenzo Cicconi Massi


Lunedì 21 gennaio,alle ore 21,15 presso la sala polifunzionale del Comune di Ostra, per "Incontri con l'autore 2008" ospiteremo Lorenzo Cicconi Massi, fotografo e regista, vincitore del terzo premio al World Press Photo 2007 nella categoria 'Sports Features Singles' con un lavoro sulla scuola sportiva Shichahai di Pechino, che ci presenterà alcune sue opere.
Ci sentiamo fortunati anche perché molte scene del suo film "prova a volare" con Alessandra Mastronardi, Riccardo Scamarcio, Antonio Catania, Ennio Fantastichini, sono in gran parte ambientate ad Ostra e dintorni.
Tutti gli appassionati di fotografia sono invitati.

domenica 13 gennaio 2008

Nel mondo degli insetti












La macro-fotografia consente di cogliere, come negli insetti, particolari che a volte sfuggono alla nostra frettolosa osservazione delle cose. Proprio nel piccolo, spesso, sono racchiuse le più straordinarie meraviglie della natura.